CHE SCRIVO A FARE?

Bella domanda considerando che l’idea di racchiudere in un blog quanto accadrà nella mia vita professionale da qui a 30 giorni mi è venuta la notte scorsa al rientro dalle vacanze e al termine di una giornata da urlo (di Munch), come al solito senza capo né coda e saltando tutta la parte riflessiva e strategica su cosa dire, come organizzarlo e che veste grafica dargli.

Mi sono già fatta prendere dal panico di dire tutto subito. Ricominciamo daccapo. Sono entrata in contatto con un’agenzia pubblicitaria che mi ha offerto la possibilità di cimentarmi con la gestione di pagine social, la stesura di progetti e strategie di comunicazione, il supporto creativo per la creazione di layout di siti internet. Qualcosa di creativo al 100%, qualcosa che ho già fatto in quella che, dopo più di sette mesi di disoccupazione, mi sembra una vita precedente più che la mia esperienza lavorativa; qualcosa che, nonostante la mia recente crisi di identità nei confronti del copywriting e del mondo della comunicazione in genere, so di poter fare bene. “È agosto, la gente non assume di certo in questo periodo”; è un assioma vero almeno in parte: non mi assumono subito ma mi propongono un periodo di prova della durata di un mese in cui il mio impegno in termini di ore sarà molto limitato ma mi permetterà comunque di entrare nel vivo di alcune dinamiche importanti, che nel giro di poco tempo potrebbero trasformarsi in un lavoro riconosciuto e regolarmente retribuito.

Mi sembra gente seria, è una possibilità seria e io sono ferma da troppo tempo; sento che un riavvicinamento graduale ad una delle mie più grandi fonti di gioia (il lavoro, questo tipo di lavoro) potrebbe aiutarmi davvero a raccogliere con calma i cocci e a scrivere un nuovo inizio. Alla fine dell’incontro conoscitivo accetto, anche se ho già preso altri impegni, fissato giorni di vacanza e siamo nel bel mezzo dell’estate.

Adesso posso dire perché scrivo. Condivido una fase sperimentale della mia vita perché penso che riflettere ad alta voce possa essere utile a più persone nello stesso momento: me più qualcun altro all’interno di quelle percentuali abnormi di giovani laureati e disoccupati in ansia per il proprio futuro. Il mondo della creatività è spesso complesso e imprevedibile, a volte impenetrabile visto da fuori ma, non appena l’occasione si presenta, chi ha investito tempo a formarsi in vista di un fantomatico lavoro e crede davvero nei propri sogni non deve fare altro che fare un bel respiro, raccogliere tutte le proprie energie e capacità ed inventarsi qualcosa. Che assomigli ad una soluzione, anche imperfetta e provvisoria, ma non ad una rinuncia.

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5 pensieri su “CHE SCRIVO A FARE?

    • Ida, non so davvero come ringraziarti! Essere citata come esempio di intraprendenza è per me un grande motivo di orgoglio.
      Ricollegandomi all’articolo devo ammettere che il mio look è stato un pochino più sgargiante delle tue proposte business ma ho comunque rispettato le tue indicazioni: tacco silenzioso (anzi, zeppa, massima stabilità!), niente scollature, borsa sobria e capiente e trucco/parrucco semplice! 😉 Promossa?

  1. Pingback: Come vestirsi per un colloquio di lavoro: per non sbagliare un (e fare) colpo! - Le Stanze della Moda

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