GIORNO #23 (e #22)

Chiedo nuovamente scusa, ho saltato un giorno. In realtà dovreste ringraziarmi perché vi ho risparmiato un post di pessima qualità – con l’umor nero di ieri non avrei saputo fare di meglio.

Insomma, mancano pochi giorni alla fine del mese, una giornata no deve essermi concessa. Se poi combacia con il mio ritorno a Windows la catastrofe è nell’aria.

Ricomincio. Questo lunedì ha segnato il ritorno dell’organico al completo; mi fa piacere umanamente, ovvio, anche se in me aleggia sempre il terrore da novellina di non capire discorsi e battute (cosa per me già complicata) perché riferite ad aneddoti precedenti al mio arrivo, con conseguente pirandelliano straniamento che proprio non mi rende la collega più loquace del reame. Sempre per via della saturazione dell’ufficio il caro Mac della graphic designer è giustamente tornato alla sua legittima proprietaria mentre a me è stato riassegnato il bradiportatile Windows: proprio lui, il mio amico del primo giorno.

Stavolta non c’era la sedia scricchiolante e non ero in ascesi in sala riunioni, quindi mi sono arrangiata ad ironizzare sul mio disagio: avere a che fare con Ctrl piuttosto che con la mia amata mela, guardare inutilmente in alto a destra dello schermo per sapere che ora è, rifilare immagini al volo con Paint invece che con Photoshop e non beccare mezza combinazione di tasti per la scelta rapida mi fa sentire intelligente come una carota e mi fa impiegare 10 volte il tempo che mi occorre normalmente per fare qualsiasi operazione, cosa che da brava Precisetti non sopporto. Anche quando si prende una pausa il Mac è oggettivamente più simpatico di Windows, almeno ti mostra una simpatica rotellina colorata degna dell’ottuplice sentiero invece che quella brutta cosa in bianco e nero che vogliono vendermi come clessidra.

L’unico vantaggio tangibile, questo devo ammetterlo, è essere tornata ad usare il tasto destro del mouse: se sei figo, su quello wireless del Mac lo disattivi (ed evidentemente in ufficio lo sono); a casa però non godo di simili raffinatezze e questo ha fatto sì che nei giorni precedenti lavorassi parecchio di trascinamento icona sulle specifiche applicazioni.

Questo sono in grado di comprenderlo solo oggi, illuminata dalla luce di un nuovo utente creato apposta per me per consentirmi di sincronizzare file e cartelle. E non mi riferisco a Spotify, simpaticoni, anche perché, dopo averlo visto in affanno per tenere aperti insieme Chrome e OpenOffice, credo che il mio amico rischierebbe seriamente l’embolo informatico; la degradazione immediatamente successiva per la sottoscritta sarebbe non una bella macchina da scrivere Olivetti (nel qual caso potrei prendere il bradiportatile deliberatamente a martellate… Metaforicamente parlando, s’intende) ma la semplice carta e penna. Non che la cosa non mi piaccia ma ho già la bellezza di 3 agende – alla faccia dell’ambiente – e vengo già sufficientemente perculata per questo.

Che poi alla fine quello che urta è la transumanza. Iniziare a prendere confidenza con un supporto e poi, quando pensi di averne imparato le magagne ecco che ti riscompaginano tutto e ti spediscono davanti ad un altro coso senza i tuoi file, con decine di sincronizzazioni alle (s)palle che disperdono pezzi di te nel cyberspazio e tanti desktop tristi/antipatici che non fai in tempo a personalizzare. Un mini-trasloco di casa in piena regola, con tutto lo sbattimento che ne deriva.

L’unica filosofia possibile è, appunto, armarsi della calma che dovrebbe sempre accompagnare i cambiamenti, piccoli o grandi. Incartare bene tutto quel che si può e non fare una tragedia se qualcosa si rompe o sembra perso; prima o poi salterà fuori di nuovo. Così come, una volta accettato il fatto di doverci lavorare, oggi insieme al bradiportatile sono riuscita ad impostare una nuova campagna Facebook Ads, fare un po’ di attività social e portare (quasi) a termine il controllo dei quotidiani per la rassegna stampa.

Bilancio della giornata: ho iniziato ad avere un atteggiamento meno razzista verso quel coso, sento di aver gettato le basi per una proficua collaborazione. Che spero essere sempre breve. Invano. Sigh. Vabbè.

Morale: in ripresa, se non altro perché in questo post sono ricomparsi bilancio della giornata, morale e…

Insegnamento del giorno: il tasto destro del mouse è un’imperdibile occasione per utilizzare in modo adeguato il dito medio, soprattutto al lavoro.

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